Valanga si ferma miracolosamente davanti al santuario della Vergine Maria.

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Valanga si ferma miracolosamente davanti al santuario della Vergine Maria. Una valanga in montagna è spesso sinonimo di catastrofe, ancor più quando 7500 metri cubici di roccia precipitano al di sotto, crollando in modo schiacciante da un frangiflutti praticamente verticale a pochi metri da un santuario mariano di 526 anni.

Ciò che aveva tutto per trasformarsi in uno scenario di distruzione totale ai piedi del muro roccioso della Spulga Valley nel nord Italia, tuttavia, si è trasformato in un evento prodigioso.

Quello che è accaduto il 29 maggio ha lasciato tutti a bocca aperta, la frana si è fermata davanti alla chiesa e al villaggio costruiti vicino al confine con la Svizzera.

Il sacerdote Andrea Caelli ha detto al quotidiano italiano Avvenire :

“Come cattolico, asserisco che la Provvidenza di Dio ha accompagnato questo evento che avrebbe potuto finire in tragedia”.

il Santuario di Gallivaggio fu costruito a partire dal 1492, quando due giovani donne riferirono una visione della Madonna sul posto.

Miracolo?

È comune per molte persone vedere questo tipo di fatto come miracoloso. Dal punto di vista della Chiesa, non è un miracolo. È un fatto perfettamente spiegabile dalle dinamiche naturali che, sebbene non accadano molto spesso, sono all’interno del previsto dalla fisica.

La Chiesa adotta criteri molto severi per dichiarare che alcuni fenomeni sono miracolosi e, nel corso dei secoli, ha escluso la stragrande maggioranza degli avvenimenti miracolosi di ogni tipo. I miracoli di guarigione, ad esempio, richiedono decenni per essere riconosciuti: i fatti devono essere attentamente studiati dai medici, esaminati da scienziati (per lo più laici e persino atei), esposti a critiche pubbliche e solo dopo fatto tutti gli studi scientifici, la Chiesa stessa fa un’analisi teologica attraverso il lavoro dei suoi comitati di esperti.

Segni

Tuttavia, un evento non deve essere tecnicamente miracoloso per essere visto come un segno di speranza. Questo è il caso, tra molti altri, delle immagini di Gesù e della Madonna che sono rimaste intatte nei terremoti che hanno abbattuto interi edifici intorno a loro, o altari che hanno resistito ai bombardamenti. Anche se questi eventi sono tranquillamente spiegabili dall’ordine naturale delle cose, non c’è nulla che impedisca loro di essere visti dalle persone come segni ispiratori di incoraggiamento, speranza e significato nel mezzo dell’assurdità e del caos.

Il cristiano crede che Dio ci parla attraverso segni, sia naturali che soprannaturali, e che lascia sempre alla libertà di coscienza di ciascuno la decisione finale su come interpretarli. Gli stessi atei sottolineano spesso che le tragedie sono una “prova” che Dio non esiste, facendo appello alla loro “fede” nella non esistenza di Dio sulla base di segni capaci di interpretazione personale (che, a proposito, scientificamente parlando, sono validi come prova).

Per un cristiano, l’esistenza di Dio e un Dio che è amore, non è incompatibile con l’esperienza transitoria della tragedia: Dio stesso, incarnato in Cristo, di fronte niente meno che la crocifissione e morte sulla croce per redimere l’umanità chi aveva scelto il peccato per Grace. La fede cristiana propone che la vita terrena sia una breve esperienza del bene e del male che la nostra libertà può scegliere prima di avere accesso all’eternità per la quale siamo stati creati e in cui, secondo la nostra scelta che Dio stesso rispetterà, vivremo o con Lui per sempre o lontano da Lui per sempre.

Per coloro che credono nell’inesistenza di Dio, tutto è e sarà sempre mero caso e insensatezza. Per coloro che credono in Dio e nel senso soprannaturale dell’esistenza, tutto è e sarà sempre un grande miracolo, testimoniato da un’abbondanza di segni pieni di significato.

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