Medjugorje: Dogana croata sequestra ai pellegrini italiani  500 rosari.

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Medjugorje: Dogana croata sequestra ai pellegrini italiani  500 rosari.

E’ successo di nuovo, pellegrini di ritorno da Medjugorje si vedono sequestrati i rosari benedetti acquistati come souvenir da portare a parenti e amici.

Alla dogana croata, al confine tra la Croazia e la Bosnia, il 31 agosto una funzionaria molto puntigliosa ha deciso di sequestrare le 500 coroncine, visto che l’autista alla fatidica domanda se avesse qualcosa da dichiarare aveva risposto un semplicissimo “nulla”.

Il più dispiaciuto è don Francesco Alfarano, che aveva previsto di festeggiare il suo 25esimo anniversario di sacerdozio, a metà settembre, regalando ai parrocchiani i rosari benedetti a Medjugorje. Ma quelle coroncine a Castellaneta (Taranto) non sono mai arrivate.  All’autista del pullman, che da 20 anni accompagna i pellegrini in Bosnia, è toccato di essere sospettato di «riciclaggio» di coroncine, pagate poco e poi rivendute al quintuplo in Italia. Niente di tutto questo ovviamente, ma non c’è stato verso di convincere l’agente di frontiera, che ha anche preteso il pagamento di una sanzione di 300 euro e compilato un verbale impossibile da verificare, lì per lì, perché redatto in croato.

La discussione tra l’autista, Leonardo Aloia, e la donna è durata 4 ore, una lunga attesa per i 61 pellegrini, tra i quali diversi anziani, due disabili e 6 bambini. Aloia ha cercato di spiegare – con qualche difficoltà, vista l’incompatibilità della lingua – che non aveva ritenuto di dover dichiarare quelli che considerava souvenir, tanto più che 500 rosari, divisi per 61 pellegrini, fanno meno di 9 ciascuno. Un numero non esagerato, insomma, sebbene le coroncine fossero stipate tutte insieme in una borsa. L’autista non ha avuto risposte quando ha chiesto quale fosse il numero massimo consentito di rosari, così com’è c’è un limite per le bottiglie di grappa e le stecche di sigarette.

Alla fine il gruppo, senza più rosari e alleggerito di 300 euro, ha fatto appena in tempo a rimettersi in viaggio e salire sul traghetto a Dubrovnik, destinazione Bari.

Deluso don Francesco Alfarano, delusa anche suor Cornelia, la religiosa che guida l’orfanotrofio dove le coroncine erano state realizzate proprio dai bambini e ragazzi ospitati.

Fonte: Avvenire.

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