La domenica è un giorno sacro: l’Alto Adige abolisce il lavoro domenicale.

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Abolite le domeniche lavorative, per la prima volta in Italia, una regione ordina la chiusura di tutti gli esercizi commerciali. Dopo infinite ed estenuanti lotte, i commessi e le commesse ce l’hanno fatta, basta essere convocati sul posto di lavoro la domenica, basta abbandonare i propri figli o le proprie famiglie, basta minacce di licenziamento per questa protesta, basta il consumismo a scapito della propria vita personale e il proprio benessere.

“Bisogna tornare ad aver rispetto per la nostra cultura e la nostra famiglia”, spiega Andrea Pöder che ha  presentato la mozione in consiglio comunale, “Noi siamo vicini all’Austria e al mondo tedesco: lì i negozi, di domenica, sono chiusi e vivono benissimo”.

Resta obbligatoria l’apertura degli esercizi la Domenica prima di Natale, e il lavoro di medici e ristoratori, gli uni per la salvezza delle vite umane, gli altri  perché la domenica è il giorno per eccellenza nel quale i clienti scelgono di pranzare o cenare fuori, ma basta centri commerciali aperti per agevolare l’acquisto di saponette, profumi, bibite e altri beni non di prima necessità che possono essere tranquillamente venduti di lunedì.

Basta la schiavitù del lavoro, basta l’abbandono dei propri figli, basta il non permettere ai propri dipendenti anche il riposo domenicale  o la partecipazione alla messa domenicale per i credenti.

Un esempio che dovrebbe essere condiviso da ogni regione del nostro paese, torniamo al Signore, restituiamo a Lui il tempo, la lode e il riposo del giorno che ha scelto per Lui.  Lo abbiamo dimenticato, girando carichi di buste tra centri commerciali.

La Vergine Maria nelle apparizioni alla Salette già nel 1846, piangendo diceva:

« “Se il popolo non si sottomette, sarò costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio,esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo […] da quanto tempo soffro per voi! Poiché ho ricevuto la missione di pregare continuamente mio Figlio,voglio che non vi abbandoni, ma voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi […] “Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo e voi non lo volete riconoscere” : è questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio […]se il raccolto si guasta è colpa vostra. Ve lo mostrai l’anno scorso con le patate, ma voi non l’avete considerato. Anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Continueranno a marcire e quest’anno, a Natale, non ce ne saranno più. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa, i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da tremito e morranno…Se questa gente si convertirà, allora, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi. Dite la vostra preghiera, figli miei? Bisogna dirla bene, mattino e sera […] d’estate a Messa  vanno solo alcune donne anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che cosa fare, vanno a Messa solo per burlarsi della religione… »

Iniziamo noi, non andiamo, non usciamo a fare shopping la domenica, disertiamo i centri commerciali, si renderanno conto che la clientela è scarsa e non è conveniente aprire….E il Signore sarà orgoglioso di noi!

fonte: ansa

 

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